9° puntata radiofonica, fotografando un pianeta

Rappresentazione artistica del sistema planetario HR 8799 in una fase precoce della sua evoluzione, con in primo piano il pianeta HR 8799c, il disco di gas e polveri e i pianeti più interni. Crediti: Dunlap Institute (per Astronomy & Astrophysics), Mediafarm.
Rappresentazione artistica del sistema planetario HR 8799 in una fase precoce della sua evoluzione, con in primo piano il pianeta HR 8799c, il disco di gas e polveri e i pianeti più interni. Crediti: Dunlap Institute (per Astronomy & Astrophysics), Mediafarm.

Sapete qual è uno dei sogni nel cassetto di un astronomo? Poter osservare direttamente un pianeta attorno alla propria stella, magari lontano anni luce da noi.

Fino a poco tempo fa questo risultava effettivamente una possibilità irrealizzabile. Oggi, invece, questo sogno è diventato realtà.

Per la prima volta nello studio dei sistemi planetari sono stati osservati in modo diretto non uno, bensì quattro pianeti orbitanti attorno alla loro stella madre. Il sistema planetario, chiamato HR 8799, è estremamente interessante perché, oltre ad essere formato da quattro pianeti gassosi, come nel nostro Sistema Solare, presenta anche due fasce di polveri e asteroidi, il che rende tale somiglianza ancora più evidente.

Immagini del sistema HR 8799 con il suo sistema di pianeti  bcde indicati con i cerchi bianchi, nella bande 1,65 e 3,3 micron. Crediti: LBT. Andrew J. Skemer et al., First Light LBT AO Images of HR 8799 bcde at 1.65 and 3.3 Microns: New Discrepancies between Young Planets and Old Brown Dwarfs, arXiv:1203.2615 [astro-ph.EP] (or arXiv:1203.2615v2 [astro-ph.EP] for this version).
Immagini del sistema HR 8799 con il suo sistema di pianeti bcde indicati con i cerchi bianchi, nella bande 1,65 e 3,3 micron. Crediti: LBT.
Andrew J. Skemer et al., First Light LBT AO Images of HR 8799 bcde at 1.65 and 3.3 Microns: New Discrepancies between Young Planets and Old Brown Dwarfs, arXiv:1203.2615 [astro-ph.EP] (or arXiv:1203.2615v2 [astro-ph.EP] for this version).

Gli studi su questo sistema planetario sono solo all’inizio, ma la nuova strumentazione e lo studio costante di questi nuovi mondi permetteranno di progredire nella ricerca degli elementi affini al nostro Sistema Solare. E chissà, forse di scoprire che HR 8799 nasconde una nuova Terra.

In questa puntata di AltriMondi. Alla ricerca di una nuova Terra, Silvano Desidera, dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Padova, descrive il sistema planetario HR 8799 rivelando le sue caratteristiche e i metodi utilizzati per rivelare in modo diretto quattro nuovi pianeti attorno alla stella madre.

8° puntata radiofonica, dove camminare non risulta affatto facile

Rappresentazione artistica di due super-Terre che transitano davanti alla loro stella madre. Crediti: NASA / ESA / STScI / J. de Wit (MIT).
Rappresentazione artistica di due super-Terre che transitano davanti alla loro stella madre. Crediti: NASA / ESA / STScI / J. de Wit (MIT).

“Perché non andiamo a fare una passeggiata?”. Quante volte ci siamo trovati ad esprimere questo desiderio! Camminare è, probabilmente, una delle azioni più semplici e scontate che compiamo quotidianamente. Fin qui nulla di strano, perlomeno sulla Terra. Immaginiamo ora di dover camminare, oppure correre, o saltare su un pianeta con una gravità tale da attirarci prepotentemente sulla sua superficie, schiacciandoci al suolo.

Un mondo così esiste davvero. Si chiama GJ 3998c.

GJ 3998c è una Super-Terra, un pianeta roccioso sei volte più massiccio del nostro. Fa parte di un sistema planetario scoperto da un team di astronomi italiani nell’ambito del programma osservativo GAPS-Global Architecture of Planetary System.

Del sistema planetario GJ 3998 fa parte, oltre alla super-Terra GJ 3998c, anche un’altra Super-Terra, due volte più massiccia del nostro pianeta. Entrambi i pianeti si trovano troppo vicini alla loro stella, e quindi troppo caldi per presentare acqua allo stato liquido e di conseguenza possibilità concrete di sviluppare forme di vita.

Laura Affer, dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo, in questa puntata radiofonica descrive questo insolito sistema, che potremmo definire ”il paradiso dei pigri”, dove le passeggiate sono bandite.

7° puntata radiofonica, pianeti troppo grandi e caldi

Rappresentazione artistica di un gioivano caldo. si tratta di un pianeta gigante gassoso, dalle dimensioni simili a quelle del nostro Giove, in orbita molto vicino alla sua stella. Credit: NASA, ESA, and G. Bacon (STScI)
Rappresentazione artistica di un gioivano caldo. si tratta di un pianeta gigante gassoso, dalle dimensioni simili a quelle del nostro Giove, in orbita molto vicino alla sua stella. Credit: NASA, ESA, and G. Bacon (STScI)

Il pianeta HAT-P-18b è un gioviano caldo, ovvero un pianeta gigante composto per lo più di gas, come il ben noto Giove. A differenza del nostro gigante, HAT-P-18b è estremamente vicino alla sua stella, tanto da essere incandescente, con una temperatura che supera i 1000 gradi.

Il nome dei pianeti denominati “gioviani caldi” si deve proprio alle loro “proprietà termiche” decisamente… ustionanti. Come è possibile che pianeti così grandi possano orbitare così vicino ad una stella?

Elvira Corvino dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte studia casi come questo, e in questa settima puntata di AltriMondi descrive le caratteristiche dei pianeti giganti e bollenti (denominati, appunto Hot Jupiter in inglese).

 6° puntata radiofonica, pianeti in mezzo a migliaia di stelle

Una rappresentazione artistica del pianeta più interno Pr0211b, uno hot Jupiter con un periodo orbitale di 2 giorni. Nell’immagine l’artista ha rappresentato un possibile sfondo stellare estremamente denso tipico di un ammasso aperto. Il pianeta scoperto Pr0211c non è rappresentabile in scala perché, avendo esso un periodo di almeno 9 anni, sarebbe necessario disegnarlo a diversi metri di distanza dal primo. Crediti: NASA/JPL-Caltech
Una rappresentazione artistica del pianeta più interno Pr0211b, uno hot Jupiter con un periodo orbitale di 2 giorni. Nell’immagine l’artista ha rappresentato un possibile sfondo stellare estremamente denso tipico di un ammasso aperto. Il pianeta scoperto Pr0211c non è rappresentabile in scala perché, avendo esso un periodo di almeno 9 anni, sarebbe necessario disegnarlo a diversi metri di distanza dal primo. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Può sembrar strano, ma la maggior parte delle stelle del nostro cielo si trova in sistemi “multipli” o addirittura in “aggregati” di migliaia di stelle, detti ammassi stellari. Stelle singole come il nostro Sole sono nettamente in minoranza.

Tra gli “agglomerati” più famosi troviamo quello del Presepe. Ed è proprio in questo che i ricercatori, che fanno parte del programma osservativo GAPS, hanno trovato un sistema planetario composto da due pianeti giganti, il cui nome in codice è Pr0211.

I pianeti di Pr0211, tuttavia, non potrebbero ospitare forme di vita per via della loro “taglia extra-large” e della eccesiva vicinanza alla propria stella. Nonostante ciò, è molto probabile che in ammassi simili possano trovarsi pianeti rocciosi, dove sarebbe possibile “atterrare”.
La fatica di un ipotetico lungo viaggio fino a lì sarebbe ricompensata dalla vista di un meraviglioso cielo, illuminato da migliaia di stelle a tal punto da non permettere alla notte di scendere per davvero. Un cielo dove il crepuscolo diventerebbe eterno e luce avrebbe il sopravvento sulle tenebre.

In questa sesta puntata Luca Malavolta dell’Università degli Studi di Padova ci racconta le caratteristiche di questi particolari mondi, pianeti formatisi in mezzo a migliaia di stelle.

5° puntata radiofonica, un pianeta vicino di casa

Rappresentazione artistica di HD 219134 b. Crediti: NASA
Rappresentazione artistica di HD 219134 b. Crediti: NASA

Prima della scoperta di Proxima b attorno alla stella Proxima Centauri, a 4,2 anni luce da noi, HD219134 b poteva vantare il suo primato di pianeta più vicino al nostro Sistema Solare, trovandosi a soli 21 anni luce di distanza. Praticamente, è dietro l’angolo di casa. Per questo motivo, è ragionevole pensare che un giorno la tecnologia umana sarà tale da permettere la costruzione di una sonda spaziale che arrivi fin lì e poterlo osservare da vicino.

Di HD219134 b si conosce la sua massa e le sue dimensioni, di conseguenza anche la sua densità, pari a 5,89 grammi per centimetro cubo, un valore di poco superiore a quello terrestre. Un pianeta roccioso che, nonostante orbiti attorno ad una stella simile al Sole anche se più piccola e fredda, si trova ad una distanza di molto inferiore di quella che separa la Terra dal Sole, tanto da rendere la sua superficie rovente. Un anno si compie in soli 6 giorni e mezzo!

E’ Giusi Micela, Direttrice dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo, a raccontare in questa puntata la scoperta e le proprietà di questo “vicino di casa”.