12° puntata radiofonica, un gigante blu

Rappresentazione artistica del pianeta HD 189733 A b, un pianeta blu Credit: ESO/M. Kornmesser
Rappresentazione artistica del pianeta HD 189733 A b, un pianeta blu Credit: ESO/M. Kornmesser

Tra la molteplicità dei pianeti finora scoperti, tra i giganti gassosi, le Super-Terre, i pianeti piccoli e rocciosi, di cui alcuni caldissimi, altri completamente ghiacciati o ricoperti di acqua, c’è un pianeta estremamente familiare a noi, perché completamente blu. Blu come la nostra casa.

Questo mondo blu, HD 189733 Ab, a parte il colore, non ha altre caratteristiche in comune con la Terra. HD 1899733 A b, in effetti, è un gigante gassoso estremamente caldo,  tanto che le temperature arrivano a superare i 1000 gradi centrigradi. Inoltre, i risultati sembrano confermare la presenza sulla sua superficie di periodici diluvi torrenziali che non sono fatti di “pura” acqua, bensì di vetro liquido! In altre parole, sembra vero il detto che “le apparenze, a volte, ingannano”. E su questo  mondo, questo sembra proprio così.

Francesco Borsa dell’INAFOsservatorio Astronomico di Brera, Milano, descrive questo mondo “apparentemente gemello” nelle sfumature di colore, al nostro pianeta ma, in realtà, profondamente diverso.

In queste dodici puntate radiofoniche è stato possibile esplorare mondi completamente eterogenei, dando una risposta, anche se non sempre definitiva, ai quesiti che da sempre stimolano la curiosità e la sete di conoscenza umana: che tipo di pianeti abbiamo scoperto? Ci sono altri mondi come la Terra? E, soprattutto, c’è vita nell’universo?

Allo stato attuale delle ricerche non abbiamo ancora una risposta chiara e certa a questa domanda, ma, per la prima volta nella storia, mai come ora siamo così vicini alla soluzione.

11° puntata radiofonica, il pianeta della porta accanto

Rappresentazione artistica della superficie di Proxima b e di un ipotetico tramonto su questo pianeta. Crediti: ESO/M. Kornmesser
Rappresentazione artistica della superficie di Proxima b e di un ipotetico tramonto su questo pianeta. Crediti: ESO/M. Kornmesser

Alpha Centauri sembra quasi uscito da un film di fantascienza. Anzi, è qualcosa di meglio.

È il sistema stellare più vicino al nostro Sistema Solare, dato che si trova a soli 4,2 anni luce di distanza. In particolare, è formato da due stelle che si trovano in orbita una attorno all’altra e da una terza stella, Proxima Centauri, che orbita attorno ad entrambe le altre stelle. Questo fa di Proxima Centauri la stella più vicina al Sole.

Ma c’è di più. E’ probabile che Proxima Centauri possieda un pianeta roccioso simile alla Terra. Se confermato, diventerebbe il pianeta più vicino a noi.

Proxima b, proprio per questa sua vicinanza, ha buone possibilità di monopolizzare l’attenzione, ma anche le risorse, di ogni programma osservativo dedicato allo studio dei pianeti extrasolari. Per il momento, tutto è prematuro, anche se scoperte di questo tipo stimolano i ricercatori a “investigare” scenari simili intorno ad altre stelle, relativamente vicine al nostro Sole, e magari tra questi nuovi mondi potrebbe celarsi quello adatto alla vita, un pianeta gemello della Terra.

In questa penultima puntata di AltriMondi – Alla Ricerca di Una Nuova Terra, Stefano Cristiani dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste descrive le caratteristiche del sistema planetario “della porta accanto”.

10° puntata radiofonica, il pianeta dalla notte eterna

Rappresentazione artistica di un pianeta privo della sua stella. Crediti: NASA/JPL-Caltech.
Rappresentazione artistica di un pianeta privo della sua stella. Crediti: NASA/JPL-Caltech.

Chiudete gli occhi. Immaginate di vivere in un mondo completamente buio, una notte eterna fatta di tenebre impenetrabili. Un pianeta senza alcuna stella a illuminarlo.

È questo il caso di PSO J318.5-22 un pianeta solitario, che fluttua isolato, un pianeta orfano, privo della propria stella madre.

Questo nuovo mondo è stato scoperto con la tecnica dell’osservazione diretta, ha mostrato un pianeta gigante gassoso, simile a Giove del nostro Sistema Solare, ancora nelle fasi iniziali della sua evoluzione.  Per questo il suo interno è ancora estremamente caldo, e tale calore interno fa sì che la sua temperatura superficiale superi gli 800 gradi centigradi. A questa temperatura è plausibile pensare che le nubi che avvolgono il pianeta siano formate da materiale fuso, probabilmente una miscela di silicati e ferro.

Mondi isolati come questo non sono rappresentativi di ciò che andiamo cercando, non potranno mai essere simili alla nostra Terra ma, grazie al loro studio, è possibile ottenere informazioni e nuove tecniche per capire dove e come cercare pianeti abitabili come il nostro.

Mariangela Bonavita che lavora presso l’istituto di Astrofisica dell’Università di Edimburgo in questa puntata racconta e descrive le caratteristiche e le tecniche che hanno permesso di trovare un mondo lontano disperso nello spazio.

9° puntata radiofonica, fotografando un pianeta

Rappresentazione artistica del sistema planetario HR 8799 in una fase precoce della sua evoluzione, con in primo piano il pianeta HR 8799c, il disco di gas e polveri e i pianeti più interni. Crediti: Dunlap Institute (per Astronomy & Astrophysics), Mediafarm.
Rappresentazione artistica del sistema planetario HR 8799 in una fase precoce della sua evoluzione, con in primo piano il pianeta HR 8799c, il disco di gas e polveri e i pianeti più interni. Crediti: Dunlap Institute (per Astronomy & Astrophysics), Mediafarm.

Sapete qual è uno dei sogni nel cassetto di un astronomo? Poter osservare direttamente un pianeta attorno alla propria stella, magari lontano anni luce da noi.

Fino a poco tempo fa questo risultava effettivamente una possibilità irrealizzabile. Oggi, invece, questo sogno è diventato realtà.

Per la prima volta nello studio dei sistemi planetari sono stati osservati in modo diretto non uno, bensì quattro pianeti orbitanti attorno alla loro stella madre. Il sistema planetario, chiamato HR 8799, è estremamente interessante perché, oltre ad essere formato da quattro pianeti gassosi, come nel nostro Sistema Solare, presenta anche due fasce di polveri e asteroidi, il che rende tale somiglianza ancora più evidente.

Immagini del sistema HR 8799 con il suo sistema di pianeti  bcde indicati con i cerchi bianchi, nella bande 1,65 e 3,3 micron. Crediti: LBT. Andrew J. Skemer et al., First Light LBT AO Images of HR 8799 bcde at 1.65 and 3.3 Microns: New Discrepancies between Young Planets and Old Brown Dwarfs, arXiv:1203.2615 [astro-ph.EP] (or arXiv:1203.2615v2 [astro-ph.EP] for this version).
Immagini del sistema HR 8799 con il suo sistema di pianeti bcde indicati con i cerchi bianchi, nella bande 1,65 e 3,3 micron. Crediti: LBT.
Andrew J. Skemer et al., First Light LBT AO Images of HR 8799 bcde at 1.65 and 3.3 Microns: New Discrepancies between Young Planets and Old Brown Dwarfs, arXiv:1203.2615 [astro-ph.EP] (or arXiv:1203.2615v2 [astro-ph.EP] for this version).

Gli studi su questo sistema planetario sono solo all’inizio, ma la nuova strumentazione e lo studio costante di questi nuovi mondi permetteranno di progredire nella ricerca degli elementi affini al nostro Sistema Solare. E chissà, forse di scoprire che HR 8799 nasconde una nuova Terra.

In questa puntata di AltriMondi. Alla ricerca di una nuova Terra, Silvano Desidera, dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Padova, descrive il sistema planetario HR 8799 rivelando le sue caratteristiche e i metodi utilizzati per rivelare in modo diretto quattro nuovi pianeti attorno alla stella madre.

8° puntata radiofonica, dove camminare non risulta affatto facile

Rappresentazione artistica di due super-Terre che transitano davanti alla loro stella madre. Crediti: NASA / ESA / STScI / J. de Wit (MIT).
Rappresentazione artistica di due super-Terre che transitano davanti alla loro stella madre. Crediti: NASA / ESA / STScI / J. de Wit (MIT).

“Perché non andiamo a fare una passeggiata?”. Quante volte ci siamo trovati ad esprimere questo desiderio! Camminare è, probabilmente, una delle azioni più semplici e scontate che compiamo quotidianamente. Fin qui nulla di strano, perlomeno sulla Terra. Immaginiamo ora di dover camminare, oppure correre, o saltare su un pianeta con una gravità tale da attirarci prepotentemente sulla sua superficie, schiacciandoci al suolo.

Un mondo così esiste davvero. Si chiama GJ 3998c.

GJ 3998c è una Super-Terra, un pianeta roccioso sei volte più massiccio del nostro. Fa parte di un sistema planetario scoperto da un team di astronomi italiani nell’ambito del programma osservativo GAPS-Global Architecture of Planetary System.

Del sistema planetario GJ 3998 fa parte, oltre alla super-Terra GJ 3998c, anche un’altra Super-Terra, due volte più massiccia del nostro pianeta. Entrambi i pianeti si trovano troppo vicini alla loro stella, e quindi troppo caldi per presentare acqua allo stato liquido e di conseguenza possibilità concrete di sviluppare forme di vita.

Laura Affer, dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo, in questa puntata radiofonica descrive questo insolito sistema, che potremmo definire ”il paradiso dei pigri”, dove le passeggiate sono bandite.